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Punto.

Il punto poverino, sarà pure un ente geometrico fondamentale ma è decisamente in situazione di indigenza… infatti il punto non ha nulla… solo la sua posizione che peraltro è unica. Avremmo voluto mettere un’immagine che richiamasse al punto ma disegnare una cosa che ha solo la sua dimensione viene difficile, e così, per ricordarci che il punto è adimensionale, rinunciamo a cercare di rappresentarlo.

Fonti:

Vocabolario TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani Vocabolario di Italiano Garzanti

Nota: le ricerche on-line sono comode e perlopiù affidabili; Wikipedia ha una buona affidabilità in lingua italiana ed ottima in lingua inglese ma ricorda sempre che essendo uno strumento aperto può contenere imprecisioni, controlla sempre le fonti e usa il dizionario.

Energia!!!!!

Energia… vediamo un po’… secondo il dizionario etimologico, piuttosto laconico in merito, deriva dal greco ἐνέργεια érg-on, opera fatto azione, rafforzato dal più che appropriato intensivo en… in poche parole uso attivo della forza… la cosa soprprendente è che energia ed ergastolo hanno la radice comune…

Sole e vento, energie rinnovabili @ Wikimedia Commons

E certo che di questi tempi pagare l’energia è una specie di ergastolo… sì perchè senza energia le nostre case non funzionano… neanche quelle più semplici.

Questa volta bisogna dirlo è proprio Wikipedia che centra il problema… non è tanto l’energia in sè che ci interessa quando parliamo di energia nelle case bensì la fonte di energia… cioè la cosa che fa l’energia… ovvero che attiva la forza.

La più grande centrale nucleare d’Europa – Zaporozhye / Ucraina
@ Wikimedia Commons

Le fonti di energia domestica sono diverse; principalmente alimentiamo le nostre abitazioni con olio, gas, carbone, idroelettrico, nucleare, geotermico, solare, eolico, legno.

Centrale America nelle Hawaii che sfrutta la differenza termica tra gli strati d’acqua dell’oceano per produrre corrente elettrica
@ Wikimedia Commons

Alcune di queste energie sono non rinnovabili… cioè una volta usate sono finite… il petrolio che brucio… finito non c’è più. Altre energie invece sono rinnovabili, ovvero non si esauriscono o si esauriscono in tempi che vanno oltre tempi che noi umani possiamo immaginare. Detto così sembrerebbe più furbo usare le energie rinnovabili… non sempre lo si fa… e certo dipende anche dal come e perchè… nelle prossime puntate di più sull’energia nelle nostre case.

E mi raccomando… affrontiamo la settimana con energia!!!!

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Il cacio col mattone

Che bella parola gastronomica! Ma chi l’avrebbe immaginato!

Il dizionario etimologico, dopo averne elencate le varie forme dialettali ci svela il primo senso della parola mattone, che, è vero, potrebbe derivare dal latino madidus, umido, ma anche pare meglio derivata da matte, massa compatta o… pezzo di cacio: non è bellissimo!!!! Questa forma parrebbe anche avvalorata dal catalano matò: cacio fior di latte.

Muro in mattoni
Oula Lehtinen @ Wikimedia Commons

A questo punto il dizionario torna alla realtà proponendo anche un più triste ma realistico mactus: duro, denso e compatto e maltha… da cui malthone ovvero malta ridotta in mattone. Certo anche a noi paiono più vere le ultime due ipotesi tuttavia non possiamo non rimanere affascinati dall’idea della casa in mattonelle di cacio… è degna di una fiaba!

Dovendo lasciare il mondo delle fiabe il mattone è un elemento costruttivo, perlopiù parallelepipedo, in materiale ceramico costituito in generale da argilla, silice, acqua, carbonato di calcio e ossido di ferro. Fin dall’antichità il composto è stato utilizzato per realizzare blocchetti da costruzione. Il termine corretto sarebbe oggi laterizio ma è comunemente accettato mattone come sinonimo.

Architettura contemporanea in laterizio
Monte Tamaro – Santa Maria degli Angeli – Mario Botta
@ Wikimedia Commons

Preparato un impasto che abbia una plasticità adeguata all’uso, questo viene trafilato e quindi tagliato… un po’ come fanno certe macchine per i biscotti… si fa la striscia di sezione e forma desiderate e poi la si taglia… I mattoni così ottenuti vengono lasciati in essicazione e quindi cotti. Per i mattoni più pregiati o di forme particolari si utilizza anche lo stampaggio.

Il colore della terra dipende dall’impasto e dal tipo di argilla. I mattoni possono essere pieni o forati e di svariate forme; a volte il nome del mattone cambia in base all’aspetto. Anche le tecniche di assemblaggio dei mattoni sono svariate e certamente il mondo del laterizio merita diversi approfondimenti tematici… per ora continuiamo a immaginare la nostra casa di cacio!

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S’i fosse foco… arderei nel camino

Camino deriva dal latino caminus che lo importa dal geco kàminos, focolare forno e fucina. Kàminos con ogni probabilità va a braccetto con kapnòs, fumo per il derivare da karyo, spirare, alitare, la cui radice kap o kup ha il senso generico di piegare in spire che è quello che accade al fumo e non esclude tutti i significati legati alle puzze… secondo alcuni potrebbe anche venire da kao o kaio, bruciare… più o meno.

Camini moderni a camera aperta e a camera chiusa @ Focus

Oggi per camino intendiamo più che altro l’impianto di riscaldamento della casa composto dalla cappa, o camera di combustione… cioè dove c’è il fuoco, e dalla canna fumaria, cioè il tubo che porta il fumo fuori dalla casa e garantisce al sistema il tiraggio. L’effetto camino è un fenomeno di ventilazione naturale che si verifica quando l’aria calda, che diviene meno densa, tende a salire su per la canna fumaria provocando una depressione all’interno della stanza in cui si trova il camino. La depressione così creatasi tende a richiamare aria fredda all’interno del locale… aria che si scalderà, tenderà a salire e così via finchè il fuoco arde. Non tutte le canne hanno un tiraggio corretto ed il fenomeno non è poi così scontato: solo canne fumarie correttamente dimensionate in altezza e larghezza garantiscono una buona ventilazione. Camini non ben funzionanti oggi possono essere ripristinati utilizzando sistemi di tiraggio aggiuntivi realizzati con ventole adatte allo scopo.

Castello di Edimburgo – Camino

Il camino può essere realizzato a camera aperta o chiusa, in materiali molto diversi fra loro e può anche assumere funzione decorativa. I camini vengono realizzati in diverse dimensioni e forme a seconda dell’uso; i camini industriali sono assai diversi ad esempio da quelli domestici. Il combustibile utilizzato è generalmente il legno che richiede un’ottima ventilazione  per la combustione. E’ anche necessario ricordare che per l’uso residenziale è molto importante che vi sia una corretta evacuazione dei fumi, i quali, se respirati possono provocare, soprattutto nei bambini, diverse patologie respiratorie.

Cucinare sul camino

Il camino aperto benchè comunemente considerato esteticamente più elegante ha una resa energetica decisamente inferiore rispetto al camino a camera chiusa che tuttavia può per contro risultare meno sicuro nell’evacuazione dei fumi.

Termocamino moderno

Ultimamente nelle abitazioni si sta diffondendo l’uso del termocamino, un tipo di stufa a legna alimentata a pellet che lavora sul principio del camino a camera chiusa e rappresenta una valida alternativa ed economica al riscaldamento… diremmo tradizionale… ma ci viene in mente che è proprio il camino in realtà il sistema di riscaldamento tradizionale… che dire: un grande ritorno!!!!!

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Vocabolario TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino PianigianiVocabolario di Italiano Garzanti

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Gli attrezzi del mestiere

Nel cantiere si usa una gran quantità di attrezzi: mazza, martello, cacciavite, cazzuola… e molti molti altri… di uso più o meno noto.

Piegatubi

Questa settimana per inaugurare la nostra nuova rubrica ATTREZZI abbiamo scelto il termine per il nostro vocabolario.

Il termine attrezzo sembrerebbe derivare dal latino attrectare composto da ad e tractare ovvero trarre verso, da cui per estensione maneggiare e simili.

Attrezzi da muratore e carpentiere

Ben più affascinanti di questa probabilissima etimologia sono i termini da cui NON sembrerebbe provenire la parola attrezzo, e per puro divertimento ne scriviamo almeno una: attrezzo dall’inglese dress, vestito, addobbo… ci piace perchè a ben vederlo, un operaio in cantiere è tutto addobbato dai suoi attrezzi… il che provoca generalmente l’invidia degli astanti che corrono in ferramenta per avere anche loro almeno un martellino da appendere ad una grossa e virile cintura di cuoio…

Cintura porta attrezzi professionale

Nel significato più comune un attrezzo è uno strumento  che aiuta l’uomo (e la donna) a compiere operazioni per le quali il corpo è inadatto o insufficiente. Stando ai ritrovamenti archeologici ci avvaliamo di attrezzi dall’età della pietra. In genere gli attrezzi sono riposti in interessanti cassette generalmente possedute da tutti i papà.

Gli attrezzi sono generalmente classificati in base all’uso e le categorie più comunemente riconosciute sono:

  • taglio e foratura
  • percussione
  • manovra
  • serraggio
  • tracciatura

Bisogna cominciare a procurarsi qualche attrezzo da lavoro, ma mi raccomando che siano sicuri, certificati e di buona qualità.

Fonti:

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Linea

Dell’etimologia del termine linea non si è affatto certi. Forse deriva dal latino linum cioè lino e dunque sta per una roba che pare un filo… per altri invece deriverebbe dalla generica radice li- che vale per tutto ciò che ha a che vedere con lo scorrere, da cui segno fatto con tinta. Dalla radice li- ad esempio deriverebbe anche liquido.

In geometria il termine linea indica un’entità priva di larghezza e altezza che può ovvero contare solo sulla propria lunghezza ed è costituita da una serie infinita di punti adimensionali. Matematicamente la linea può essere definita anche quando non materialmente esistente.

La linea può avere diverse forme… o, in assenza di larghezza, sarebbe meglio dire andamenti: può essere retta, curva o spezzata. Una linea può anche essere infinita o finita, quando è infinita in geometria prende il nome di retta e quando è finita si dice segmento e definisce la distanza fra due punti detti estremi. La linea ancora può essere chiusa o aperta e se è chiusa, i suoi punti estremi coincidono. Una linea spezzata chiusa delimita una porzione di superficie che si dice poligono, se la linea è curva, aperta o chiusa che sia la faccenda si complica e sarebbe meglio parlarne un’altra volta.

Nel disegno la linea è un segno grafico continuo. Nel disegno tecnico tipi e spessori di linea hanno significati ben precisi come stabilito dalla normativa UNI.

Esempio di normazione per i tipi e spessori di linea @ larapedia

Nel linguaggio comune la linea è importante soprattutto per le signore e per chi eseguendo un progetto di qualsivoglia natura debba seguire le linee guida.

Fonti:

Enciclopedia TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani- Vocabolario di Italiano Garzanti

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Pilastro

Pilastro deriva dal latino pila, colonna, e poi gli si aggiunge -astrum, che non ha niente a che vedere con le stelle: è un suffisso peggiorativo. Pilastro quindi è una brutta colonna… una colonnaccia. Sembrerebbe che a rendere il pilastro una brutta colonna sia il fatto di avere una sezione in forma di linea spezzata, quadrato, rettangolo… anzichè curva, cerchio, ellisse… e gli spigoli si sa, possono dare un po’ fastidio.

L'arco di triofo sostenuto da quattro pilastri

L’arco di trionfo sostenuto da quattro pilastri @ Wikipedia

In architettura il pilastro è un elemento verticale, alto e stretto, che serve a sorreggere un po’ di tutto, archi, pavimenti, coperture, travi. Il pilastro può essere libero o inserito in un muro e quindi esserci anche se non si vede. Gli edifici moderni sono in gran parte sorretti da pilastri che non si vedono perchè integrati nella muratura.

Pilastri

Pilastri che sorreggono travi

I pilastri possono essere realizzati in diversi materiali, acciaio, legno, calcestruzzo armato. Per sapere quale sia la migliore sezione per un pilastro, e quindi anche quanto deve essere grande è necessario fare dei calcoli che tengono conto del materiale di cui è fatto, della sua altezza e del peso che deve sostenere.

Il peso che il pilastro sostiene viene, attraverso di esso trasferito a terra oppure su un’altra struttura portante.

Indiano Mohawks alla costruzione di un grattacielo – New York
Smithsonian Museum via Ephemeral New York
Bambini non fatelo a casa

I pilastri che escono un po’ dal muro si chiamano paraste mentre i pilastri rotondi si chiamano colonne e, almeno per gli architetti e gli ingegneri, sono un’altra cosa.

L’Exploratorium di San Francisco nel 2013 cambierà sede e sta documentando la realizzazione dei loro nuovi spazi. Guarda il video del recupero dei pilastri sottomarini che sostengono i loro edifici.

Fonti:

Enciclopedia TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani- Vocabolario di Italiano Garzanti

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Casa

Ha ha ha!!!! Questa volta è facile! YAY!!!!

Casa dal latino… casa… nonchè dal greco… kasa: capanna, ed in generale luogo coperto… bella definizione: lineare.

Capanna

A sua volta kasa deriva dalla radice sanscrita (boh: ci fidiamo) ska… come il genere musicale… solo che in questo caso vuol dire coprire, nel caso nostro “avere un tetto sulla testa”… qualsiasi manufatto che ci garantisca copertura e quindi riparo, protezione è una casa… da ska derivano un sacco di altre parole che non stiamo a raccontare tranne una: sky, l’inglese per cielo che sta sopra le nostre teste… il pianeta terra è la nostra casa…

Burj Khalifa building – La casa più alta del mondo (e di tanto!)

Meno poeticamente tuttavia, oggi, il termine casa, ha un significato molto più concreto: un edificio che serve a scopo di residenza ed abitazione ma anche, la definizione, si estende a tutte le costruzioni adibite a scopi d’accoglienza tipo la casa di cura nonchè a tutti quei manufatti che servono da alloggio anche temporaneo… la roulotte è una casa viaggiante

Airstream – Casa viaggiante

Le case possono essere di vario tipo: singole o raggruppate, urbane o isolate, unifamigliari, plurifamigliari, collettive, temporanee o stabili, a blocchi o a torre…

La tipologia della casa muta in funzione del luogo e del tempo in cui si trova e della funzione per la quale è stata progettata.

Nella casa ci sono tipicamente delle aree, definite o meno, in cui si svolgono  determinate funzioni fondamentali: soggiornare, cucinare, mangiare, lavare se stessi od altro, dormire, immagazzinare…

Villa Medicea di Poggio

La casa possiede in genere dei sistemi tecnologici per produrre luce e calore ed utilizzare l’acqua. Ove possibile (e desiderabile) la casa è attrezzata con sistemi di comunicazione.

…ma… anche casco… certamente avrà a che vedere con il coprire e nongià con il cascare… o no?

Fonti:

Enciclopedia TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani- Vocabolario di Italiano Garzanti

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Struttura

Premesso che a saperlo avremmo cambiato parola, ma tant’è: ormai bisogna seguire il programma, non che l’abbiamo un vero e proprio programma ma comunque, per l’appunto, abbiamo una struttura da seguire… eccoci qui alle prese col termine struttura… credevamo fossero difficili a farsi (le strutture) solo perchè non ci eravamo mai cimentati nel definirle… tutto ciò premesso, come dicono gli avvocati, si parte!

Kingda Ka
le montagne russe più alte del mondo

Il termine struttura deriva dal latino structura e attraverso un paio di passaggi dal verbo struo: mettere a strati… che poi come concetto si espande, e diventa mettere uno sopra/accanto all’altro… fatto che non può ignorare le connessione fra gli elementi vicini e da lì viene a voler dire connettere, collegare… e poi una volta che hai collegato gli elementi che hai fatto? Hai co-struito, fabbricato, assemblato, se sei stato ordinato… se no hai accumulato e basta… quindi la struttura così com’è parrebbe non dover avere necessariamente una logica… è semplicemente l’insieme di elementi interconnessi. In realtà, oggi quando si parla di struttura, si presume che vi sia una logica a determinare le reciproche relazioni fra gli elementi e pertanto, una struttura andrebbe considerata come un sistema funzionale e funzionante, il che non sempre avviene poi nella realtà.

Quali sono questi elementi e queste connessioni che fanno parte della struttura? Dipende dal contesto in cui il termine è inserito… possono essere elementi immateriali tipo le leggi (la struttura normativa), possono essere delle persone come dei colleghi di ufficio (la struttura aziendale) e possono essere degli elemeni fisici, come degli ingranaggi (la struttura meccanica).

Nel caso dell’architettura e dell’ingegneria civile per struttura si intende un insieme di elementi fisici funzionali (possibilmente funzionanti!) a sostenere l’edificio, come, le travi ed i pilastri, le loro connessioni ed i loro reciproci rapporti di forza.

Quando si parla di struttura, in architettura, design ed ingegneria, si intende più nello specifico l’insieme di tutti gli elementi fisici che servono a sostenere tutti gli altri; questi elementi sono destinati ad assorbire, distribuire e scaricare tutte le sollecitazioni cui il manufatto (edificio, oggetto…) è sottoposto… per farla breve la struttura di un edificio è paragonabile allo scheletro del corpo umano.

La progettazione di una struttura è un’operazione la cui difficoltà varia in base al manufatto ed è normalmente delegata ad ingegneri strutturisti, il cui lavoro consiste nel tradurre in elementi fisici, di determinate dimensioni, materiali, posizioni, i dati numerici che esprimono le forze cui la struttura deve poter resistere.

Se le strutture ti affascinano puoi seguire il programma del National Geographic – Megastrutture

Fonti:

Enciclopedia TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani- Vocabolario di Italiano Garzanti

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Progetto

Cosa significa il termine “progetto”?

La parola progetto deriva dal francese projet che deriva da projeter che deriva dal tardo latino proiectare che deriva dal latino classico projicere… che a sua volta deriva dall’unione di pro e jàcere… insomma è lunga storia… ;-D … che poi vuol solo dire che l’umanità fa progetti da un sacco di tempo…

La prima parte della parola pro vuol dire avanti e la seconda jàcere vuol dire gettare… percui projecto vuol dire gettato in avanti… l’umanità getta dunque in avanti da un sacco di tempo

Ma per lanciare qualcosa in avanti si deve avere qualcosa da lanciare, un obiettivo, una tecnica di lancio… il progetto dunque è l’organizzazione di tutto ciò che serve per vedere realizzata nel futuro una nostra idea. Il progetto è generalmente un’operazione piuttosto complessa nell’arco della quale è necessario definire tutti i dettagli di ciò che si vuole andare a compiere, e generalmente:

1.obbiettivo (cosa voglio fare) nei minimi dettagli (descrizione minuziosa dell’obbiettivo anche con disegni)

2.tempo (quanto ci impiego)

3.risorse (soldi a disposizione e se non li ho come/dove trovarli)

4.risorse umane (chi lavora e cosa fa)

5.fasi di realizzazione (le diverse operazioni che debbo fare e per ciascuna quale viene prima e quanto dura)

6.conseguenze (valutazione di cosa succede se realizzo la mia idea e se non arreco per caso danno a qualcuno)

7.qualità (quanto bello lo voglio fare)

Per cominciare prova a scrivere e disegnare un tuo progetto… un buon esempio di progetto sono le istruzioni illustrate… magari puoi provare con una ricetta…

Le ricette dei designer 2 “130 nuovi progetti in punta di forchetta”
dal blog http://barbarafalcone.wordpress.com/

Fonti:

Enciclopedia TreccaniWikipediaVocabolario greco-italiano L.RocciVocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani- Vocabolario di Italiano Garzanti

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