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Arkidquiz della settimana (con commenti)

Pretestuoso per parlare e discutere un po’ di questa opera che ‘abbiamo in casa’ (almeno per noi Torinesi).La conoscete? Chi l’ha progettata? (e qui finisce il quiz).Ma soprattutto, cosa ne pensate? E’ veramente ecologica, positiva, lungimirante? Ma anche, banalmente, vi piace? vi ricorda una capanna sugli alberi come quelle che qualcuno di noi costruiva (o si faceva costruire) da piccolo? ^_^

A voi la parola.

Arkidquiz della settimana

Finita la caccia al tesoro, riprendiamo la scoperta di architetture più o meno famose.

Ci allontaniamo da Berlino verso Ovest, pur rimanendo all’incirca a quella latitudine, ma non vi dico altro.

Qui troviamo, tra le altre emergenze architettoniche, un complesso particolare, che rimane, nel bene o nel male, impresso nella memoria di chi lo visita. Guardate che abitazioni! ^_^

Gli spazi interni sono davvero particolari, molti degli arredi su misura, e veramente poche linee verticali!

Sapreste dire dove ci troviamo e chi ne è l’autore?

Arkidquiz della settimana

Caccia al tesoro Berlinese, fase 5. La conclusione.

Usciamo dalla Biblioteca di Scharoun dal ‘retro’, verso Est, e qui  ci possiamosbizzarrire tra queste architetture gigantesche, di giganteschi archistar, tutti riuniti attorno alla seconda piazza più famosa di Berlino (nella foto sarà Tokio o Berlino? ^_^).

Finita la visita a tutte queste enormità, dritti verso Est fino alla fermata Stadtmitte della U-bahn, e da qui proseguiamo verso sud, imbattendoci in una zona turistico-kitch, col Deutsches Currywurst Museum Berlin (aspetta il finale…) e il famoso, quanto ricostruito, Checkpoint Charlie. Passiamo oltre…

Sempre verso Sud, un attimo prima della piazzona a meringa (wow, l’avessi progettata al primo anno mi avrebbero pelato vivo! ^__-), svoltiamo ancora ad Est e ci troviamo l’ultimo Museo che vi propongo per questa gita… studiato con lo scopo di significare l’angoscia e non dare punti di riferimento facili, il Jüdischen Museum è stato progettato da…?

E per finire in bellezza, qui vicino c’è il famosissimo (famigerato?) originale Curry36! Come cos’è??? Vergogna! ^_^(ok, ne hanno aperto uno anche alla Banhof dove eravamo tre settimane fa, ma questo è il primo!).

Buon appetito e arrivederci, Berlino!

Arkidquiz della settimana

Caccia al tesoro Berlinese, fase 4. Quasi finita!

Oggi ripartiamo dal museo del Bauhaus (stranamente me lo aspettavo più imponente, come edificio! ^_^)(e, ve lo steste chiedendo, sì, sono io lì, mi trovate? Piccolo e nero davanti al muro colorato…), proprio di fronte alla nuova sede del CDU, progettata da Petzinka, Pink, und Partner di Düsseldorf.

Adesso girolliamo liberamente per tutto questo settore tornando verso Est, tra il canale fluviale e il parco c’è la cosiddetta zona della ambasciate (indovinate perchè), con architetture notevoli (se non un po’ kitch). Consiglio una visita strada per strada con una buona guida turistica ad accompagnarci, ne vale la pena!

Ariviamo ad un’ altra zona museale, con strutture progettate da nomi che fanno girare la testa: Mies, ********, e dove troviamo la Biblioteca in cui sono state girate altre famose scene dell’ormai ‘nostro’ film di Wim Wenders. Addirittura la via che ci porta lì di fronte porta il suo nome (non a caso, anche la Filarmonica è sua!). Di chi stiamo parlando?

Alla prossima!

L’abito fa il monaco?

Se vuoi fare l’architetto, per essere credibile, devi vestirti da architetto… o meglio come la gente pensa che l’architetto si vesta… una roba tristissima, ma tant’è… vai dal cliente non vestito da architetto e penseranno che non sei bravo. Siccome però non ti puoi vestire da architetto in cantiere, e a breve capirai perchè, devi vestirti da architetto solo quando fai pubbliche relazioni.

Ecco di seguito il Dress-Code dei dipendenti del fantomatico studio ATELJE SVEHN JØSSANG, un grande studio di architettura finlandese, come scritto dall’acuto e simpatico Jody Brown del blog Coffee with an Architect…

Codice di abbigliamento dell’architetto (aggiornato al 9-12-11)

I dipendenti contribuiscono alla cultura ed alla reputazione dell’ATELJE SVEHN JØSSANG nel modo in cui si presentano. Un aspetto “architettonico”, è essenziale per fare buona impressione sui clienti e con gli azionisti della società (es. Svehn). Buon controllo di se’ ed abbigliamento appropriato dovrebbero riflettere la fiducia di un dipendente nelle proprie convinzioni estetiche e condurre gli altri a rendersi conto che sono vestiti con poca fantasia. L’abbigliamento di un architetto dovrebbe essere minimal ma condiscendente al tempo stesso.

La direzione ha il potere discrezionale di decidere in merito all’abbigliamento. Gli architetti che non soddisfano lo standard professionale possono essere ripresi e mandati a casa a cambiarsi. Alcuni elementi essenziali di base per un abbigliamento appropriato includono l’uso del nero e che sia ordinato, pulito, e costoso.

Nota: in nessun momento sarà consentito ad un dipendente di rinunciare alla sua “aria di superiorità”.

La direzione può prevedere deroghe per casi speciali (es. Un dipendente è eccezionalmente attraente, o ha caviglie particolarmente belle). Il dipendente che non abbia chiaro cosa sia appropriato dovrebbe verificare con Svehn. (Per favore, nel caso, chiudete la porta dopo essere entrati).

Il venerdì sarà consentito abbigliamento “casual architettonico”. Il “casual architettonico” è definito come segue:

Camicie accettabili: camicia nera, dolcevita nero, T-shirt nera, T-shirt nera a maniche lunghe, tuniche nere.

Camicie inappropriate: T-shirt bianche o con slogan, canotte, camicie a maniche corte, canotte sportive, camicie a quadri, camicie a righe, camicie con disegni o fantasia, qualsiasi cosa con stampe di fiori, uccelli o fari, qualsiasi camicia non nera inclusi i colori neon, qualsiasi cosa con un logo visibile o etichetta, tutto ciò che porta alla mente la parola “polo”.

Pantaloni accettabili: pantaloni neri, jeans neri, Prada.

Pantaloni inappropriati: shorts, bermuda, collant, pantaloni kaki o militari, pieghe,pieghe doppie e triple, qualsiasi cosa con più di 4 tasche, poliestere, Eddie Bauer.

Calzature accettabili: stivali neri, scarpe in pelle nera minimal o di design. A seconda della mansione in studio, scarpe nere da ginnastica possono essere indossate il ​​giorno dell’annuale camminata della società.

Calzature inappropriate: in pelle marrone, in nappa, mocassini, sandali, coccodrillo, zoccoli, infradito, ogni calzatura per barca a vela deve rimanere sulla barca e gli architetti non progettano barche.

Occhiali accettabili: occhiali tondi cerchiati di nero, occhiali rettangolari con montatura nera (solo se è necessario).

Occhiali inappropriati: montature colorate, o in tartaruga, 20/20.

Borsa accettabile: postina nera.

Borsa inappropriata: qualsiasi borsa che non sia una postina nera.

Colore di capelli accettabile: calvo, grigio, bianco, chiaro.

Colore di capelli inaccettabile: biondo o, ottimista.

Profumo o aroma accettabile: indistinto, non sgradevole, o arrosto francese.

Profumo o aroma inappropriato: la paura.

L’abbigliamento di un architetto dovrebbe incitare una delle emozioni seguenti e accettabili: timore, noia, malessere, solitudine, disinteresse, semplicità, arroganza.

L’abbigliamento di un architetto non dovrebbe incitare una delle seguenti emozioni: felicità, interesse.

Gli assistenti personali di Svehn possono richiedere ulteriori istruzioni. Gli architetti che hanno bisogno di assentarsi per cambiare i vestiti per le riunioni dovranno usare il loro tempo personale o scalarlo dai permessi. Se dovete incontrare clienti, è appropriato l’abito da business-man, e rimanere in silenzio. Questi criteri possono essere modificati con il cambiamento delle mode.

In conclusione: l’abbigliamento degli architetti non dovrebbe dirvi nulla su di loro, ma al tempo stesso, dovrebbe dire tutto di loro, anche se, probabilmente, loro non capiranno che avete capito.

Arkidquiz della settimana

Caccia al tesoro Berlinese, fase 2. Un pochino più criptica, ma poco…

Ok. La scorsa settimana ci siamo fermati ad ammirare l’architettura di Gehry. L’abbiamo osservata abbastanza? Sì. Allora ripartiamo dalla piazza del famoso colonnato…

Cerchiamo qui vicino la sede del Bundestag e, previa prenotazione (no, dai, virtualmente non è necessario, ma ricordatevi di farlo se ci andrete ^__-), gustiamoci il restauro datato 1992 de Sir Norman Foster (almeno la cupola!).

Da quassù (non credo possiate raggiungerla digitamente, rimanete calmi) ci sarebbero mille direzioni da prendere e cose belle da vedere, e quindi vi lascerò scorrere da soli la strada verso Ovest, costeggiando il Tiergarden (megaparco pubblico urbano), visitando come minimo un’Ostrica e un Serpentone…

Scoperti? Bene… Ora cambiamo un poco direzione e rechiamoci, come novelli angeli del famosissimo film di Wim Wender, alla statua che vedete qui sotto (immagine tratta dal film, ovviamente).

Abbandoniamo dopo una breve pausa la fredda e lucente spalla della Vittoria e voliamo fino all’angolo SW del parco, nella zona della stazione resa famosa dal crudo film del 1981 di cui vi chiedo il titolo. Difficile? Beh, se vi servisse un indizio… (Edit: ve lo darò tra qualche giorno, in caso…)

Alla prossima!

Dentro al telecomando

Cosa c’è dentro al telecomando? Due nativi digitali lo hanno scoperto per noi

Due nativi digitali dentro al telecomando

Hai smontato qualcosa? Inviaci la tua foto, saremo ben felici di pubblicarla!

Felice anno nuovo!

Felice anno nuovo!

Tanti magari penseranno che questo sia un augurio più adatto alla notte di Capodanno ma diciamocelo… per la maggior parte di noi il nuovo anno inizia ora. Gli studenti sono di nuovo sui banchi, chi lavora ha finito le vacanze, il caldo estivo non sfianca più fisico e mente… insomma è a settembre che si riaccendono i motori, partono nuove sfide, si riapre…

Riapre anche ar:KID:lab. Le novità, momentaneamente poco visibili, ci saranno e per il momento auguriamo a tutti

FELICE ANNO NUOVO!

Sydney. Fireworks Newyear 2006. Opera House and Harbour – Rob Chandler via Wikimedia Commons

Siamo tornati!!!!

Cari amici… YAY!!! Siamo tornati!!!

Dal 12 settembre con la riapertura delle scuole riapre anche ar:KID:lab… nuove avventure, nuove schede, nuovi quizzz, nuove parole, nuovi libri… un nuovo anno ha inizio e che sia per tutti un anno speciale!

We’re back!!!!!

Buone vacanze!

Carissimi amici e followers… ar:KID:lab va in vacanza!!!!

Un successo insperato ci ha consentito di arrivare in poco tempo a più di 5300 visite… che bello!!! Ora però l’alto afflusso di visite al nostro blog ci obbliga a rivederne un po’ l’architettura per migliorarne la fruibilità e dobbiamo mettere un po’ di ordine nei contenuti. Forse riposeremo anche un pochino.

Krater House – Deca architecture – Greece

ar:KID:lab vi ringrazia tutti tanto tanto tanto e vi da appuntamento a fine agosto con tantissime novità, un po’ di ordine ed i programmi per le scuole per l’anno scolastico 2012/2013. Vi ricordiamo che anche se non vi saranno articoli per una ventina di giorni i contenuti passati saranno sempre disponibili.

Buone vacanze e buoni progetti a tutti!!!