Archivi categoria: Sostenibilità

Earthship

Earthship è un tipo di edificio residenziale passivo fatto in materiali prevalentemente naturali o di riciclo e realizzato possibilmente in autocostruzione almeno parziale. La paternità dell’idea va all’architetto americano Mike Reynolds che fin dalla tesi di laurea ha progettato e realizzato edifici in materiali di recupero, successivamente ha integrati con sistemi energetici a basso impatto.

Il metodo di studio di Reynolds, tuttavia, era basato, agli inizi, essenzialmente su prove, errori, correzioni; molti dei primi edifici presentano problemi di carattere vario e l’architetto fu oggetto di diverse cause legali portate avanti da clienti insoddisfatti che gli costarono anche parte della sua carriera.

Earthship_interno @ http://www.earthship.com/

Oggi le Eartships appaiono migliorate e con la crescente preoccupazione per l’ambiente e per l’ecologia, Reynolds è nuovamente salito alla ribalta.

La tipologia della Earthship è piuttosto stabilizzata: si tratta normalmente di edifici singoli, di civile abitazione, mono o bi-famigliari ove possibile energeticamente autosufficienti. Il materiale da costruzione è vario ma elemento comune è l’utilizzo di pneumatici riempiti di terra come mattone.

Un intelligente sistema di raccolta delle acque piovane, pannelli solari, impianti microeolici e lo sfruttamento delle caratteristiche geoclimatiche del luogo assicurano l’indipendenza energetica della costruzione.

Earthship_costruzione @ http://www.earthship.com

Il problema di più di difficile risoluzione, e che causò all’architetto la maggior parte dei problemi legali, fu l’isolamento; problema che tuttavia pare ormai risolto attraverso successivi studi energetici che hanno consentito di migliorare le prestazioni del materiale da costruzione. Mike Reynolds, inizialmente recalcitrante, si è anche adattato a seguire la normativa in materia edilizia dei paesi in cui lavora ed oggi le Earthships sono disegnate in maniera da incontrare le richieste degli standard previsti.

Earthship_design @ http://www.earthship.com

Oggi le Eartships sono piuttosto diffuse nel mondo e Oliver Hodge ha raccontato la storia di Mike Reynolds nel film Garbage Warrior.

Sul sito ufficiale di Reynolds oltre alle immagini delle case realizzate si trovano istruzioni di base per provvedere alla costruzione della propria Earthship.

Arkidquiz della settimana (con commenti)

Pretestuoso per parlare e discutere un po’ di questa opera che ‘abbiamo in casa’ (almeno per noi Torinesi).La conoscete? Chi l’ha progettata? (e qui finisce il quiz).Ma soprattutto, cosa ne pensate? E’ veramente ecologica, positiva, lungimirante? Ma anche, banalmente, vi piace? vi ricorda una capanna sugli alberi come quelle che qualcuno di noi costruiva (o si faceva costruire) da piccolo? ^_^

A voi la parola.

Casa verde: conviene?

In molti si domandano se avere una casa ad alta efficienza energetica convenga davvero. Una casa verde infatti, ormai si sa, costa di più… non molto, ma costa di più, sia a noi che all’ambiente. Da una ricerca del World Watch Institute, la risposta alla nostra domanda:

La storia delle cose

Annie Leonard è un’attivista statunitense, autrice del documentario “La storia delle cose”. Il video è diventato un fenomeno mediatico nel 2007, raggiungendo, su internet oltre 12 milioni di spettatori.

Annie ha in seguito pubblicato altri quattro documentari reperibili in rete. Oggi è direttrice del progetto “La storia delle cose”. Guarda l’interessante documentario.

Cargotecture: cos’è?

Il termine Cargotecture fu coniato da HyBrid Architecture di Seattle intorno al 2004 per descrivere qualsiasi sistema edilizio costruito interamente o parzialmente, da container ISO: per intenderci i container, quelli che vengono utilizzati per spedire le merci… quelli che poi si vedono sopra ai camion sull’autostrada.

Infiniski (Chile and Spain)

Il container standardizzato in acciaio nasce nel 1950 quando gli operatori commerciali di trasporto e le forze armate degli Stati Uniti iniziarono a sviluppare tali unità per il trasporto merci. Il metodo di logistica impiegato è stato chiamato Container Express e fu abbreviato Conex. Le norme ISO per i conteiner sono state pubblicate tra il 1968 e il 1970. I container sono soggetti alla Convenzione internazionale sulla sicurezza dei contenitori, un regolamento del 1972 che norma la sicurezza nella manipolazione e il trasporto di container.

Museo Nomade – Architect Shigeru Ban, Artist Gregory Colbert

Un container standard deve essere munito di porte ad una estremità, ed è costruito in acciaio ondulato resistente agli agenti atmosferici. I container originali erano 2,44 m di larghezza, 2,44 m di altezza, con un valore nominale di 6,1 m o 12,19 m di lunghezza. Possono essere impilati in altezza, fino a sette unità. Su ciascuno degli otto spigoli si trovano i tipici fissaggi di sicurezza detti twistlock. Oggi a queste misure standard se ne aggiungono altre ed in particolare in Canada e Stati Uniti sono utilizzati container di misure superiori, mentre in Europa i container sono 5 cm. più larghi dello standard per ospitare i pallets del formato europeo standard Euro-Pallets.

Container City

Anche senza menzionare la gestibilità logistica, il risparmio di tempo ed vantaggi di organizzazione della costruzione modulare con container, la Cargotecture suona anche come un’idea etica considerando il fatto che in questo momento, nel mondo, ci sono circa due milioni di container vuoti e inattivi. Per queste ragioni, molte strutture basate su container sono già state costruite, con usi, dimensioni, collocazioni e apparenze molto diverse.

Container City II

I conteiner sono, per molti versi, un materiale da costruzione ideale perché sono forti, durevoli, impilabili, sezionabili, mobili, modulari, abbondanti e relativamentepoco costosi. Architetti e non, li hanno usati per costruire molti tipi di edifici come case, uffici, appartamenti, scuole, dormitori, studi di artisti e rifugi di emergenza. I container sono largamente utilizzati anche per fornire spazi temporanei di sicurezza nei cantieri e durante le emergenze civili e militari.

Box Office Project – Joe Haskett (Providence Rhode Island)

L’abbondanza e la relativa economicità di questi contenitori nel corso dell’ultimo decennio, deriva dal deficit di manufatti provenienti dal Nord America. I container che arrivano dall’Asia in Nord America e, in misura minore, in Europa, spesso devono essere rispediti vuoti, a spese considerevoli, o non vengono rispediti affatto, restando inattivi. E’ più conveniente acquistare nuovi contenitori in Asia che spedire i vecchi indietro. Per questo motivo si sono cercate nuove applicazioni per i contenitori utilizzati.

L’architettura in container ha trovato moltissime applicazioni, e presenta vantaggi e svantaggi… tutto questo nella prossima puntata. Per ora i curiosi possono visitare il sito dedicato all’architettura in container, con tanti esempi e realizzazioni interessanti.

Energia solare: timeline!

Scarica la prima puntata della nostra linea del tempo dell’energia solare.

La storia dell’energia solare, utilizzata dall’uomo, è piuttosto antica. Come per altre fonti di energia, i primi utilizzi si hanno purtroppo a scopo bellico.

Subito dopo, tuttavia, ci si accorge, materia di architetti, che un buon orientamento degli edifici è fondamentale per sfruttare la nostra stella per scopi più benevoli.

Ma subito ci si mette la burocrazia… infatti anche la prima norma di legge in merito all’uso individuale dell’energia solare è piuttosto antica… guarda qui:

Linea del tempo: energia solare dalle origini al medioevo.
Clicca per ingrandire

A me gli occhi!

Scarica la scheda didattica.

Roteando vorticosamente tornano le schede didattiche di ar:KID:lab… per fare un po’ di riscaldamento consigliamo lo spinning… prova la nostra bellissima trottola di riciclo dalle prestazioni sorprendenti! A chi la produrrà l’inverno porterà svariati abiti per sperimentare…

Per scaricare le nostre schede didattiche è sufficiente cliccare sul link (la parola scarica) sarai direttamente indirizzato alla visualizzazione della scheda, per salvarla, in formato pdf sul tuo pc è sufficiente cliccare su file in alto a sinistra e quindi su scarica, penultima voce del menu a tendina; l’operazione avverrà automaticamente. Ti comparirà una finestra attraverso la quale potrai confermare il salvataggio ed indicare una cartella di destinazione sul tuo pc. Le immagini della scheda appariranno solo a salvataggio avvenuto.

H2Ooooh!

H2Ooooh! Un progetto del 2010 nato dalla collaborazione fra UNESCO  e scuole italiane ha prodotto una serie di video di animazione sul tema della conservazione dell’acqua… i video in italiano ed in inglese sono offerti alla visione del pubblico su youtube nel canale de UNESCO Venice Office

Un assaggio? Guarda qui

Manuale di autocostruzione

Yona Friedman è un architetto nato in Ungheria nel 1923, francese dal 1957… sono poche per la verità le sue architetture realizzate e sarebbe difficile scrivere un intero libro solo sui suoi edifici… ma c’è davvero molto da dire su quello che ha progettato.

Yona Friedman – Una vita migliore nelle città
@ http://www.drawingcenter.org

Professore per molti anni, Yona Friedman è considerato il padre dell’architettura mobile: architetture flessibili, che possono essere create e ricreate a seconda delle esigenze ma anche possono essere gestite in autonomia da chi le usa senza bisogno dei professionisti… il suo sogno è sempre stato permettere a tutti di costruire la propria abitazione nel rispetto delle condizioni economiche, dei desideri individuali, della convivenza sostenibile…

Yona Friedman’s pictograms from Negroponte’s “Computer Aided Participatory Design” in “Soft Architecture Machines”
@ http://openarchitectures.wordpress.com

Le teorie democratiche da lui esposte hanno fatto sì che per molti anni Yona Friedman collaborasse con l’UNESCO per la stesura di manuali educativi e divulgativi dell’abitare. I manuali di autocostruzione sono un esempio interessantissimi di comunicazione sociale… sono liberamente scaricabili dal sito dell’UNESCO e insegnano a costruirsi una casa.

NON LI DOVETE COMPRARE SONO GRATUITAMENTE SCARICABILI – on-line trovate anche brevi cartoons (en-fr)

Per essere ben comprensibili a tutti i due libri Roofs 1 e Roofs 2, sono fatti a fumetti, disegni deliziosamente semplici che se non trattassero temi complessi potrebbero essere disegnati da un bambino… ma se certamente non sono realizzati da un bambino, possono davvero essere chiari a tutti. Questa settimana vi proponiamo la visione, più che la lettura dei due titoli più noti:

Roofs 1 (en)

Roofs 2 (en)

Scaricateli subito e anche senza sapere l’inglese nel giro di breve sarete pronti per provare a costruire la vostra prima casa.

Yona Friedman ha anche scritto un bel libro che qualche anno fa andava tanto di moda “Hai un cane? E’ lui che ti ha scelto”… magari qualcuno di voi lo ha in casa e non sa che l’autore è un architetto ;-)

Case riciclate…

Case riciclate, sono quelle che costruisce Dan Phillips… (il video è in inglese ma ci sono i sottotitoli in italiano)

Dan Philips – via http://www.interiordesign.net

Guardando il suo video al TED, Dan Philips ci appare certamente una persona piuttosto simpatica e carismatica ed è riuscito a portare all’attenzione del pubblico qualcosa che si è sempre fatto… almeno fino a qualche anno fa gli impresari, quando smontavano, demolivano, ristrutturavano una casa, usavano portare a casa tutto quello che serviva ancora… e lo riutilizzavano in altri cantieri… edifici famosi sono stati costruiti con materiale di recupero e altri sono stati distrutti per poter riutilizzare pietra, laterizio…