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Arkidquiz della settimana (con commenti)

Pretestuoso per parlare e discutere un po’ di questa opera che ‘abbiamo in casa’ (almeno per noi Torinesi).La conoscete? Chi l’ha progettata? (e qui finisce il quiz).Ma soprattutto, cosa ne pensate? E’ veramente ecologica, positiva, lungimirante? Ma anche, banalmente, vi piace? vi ricorda una capanna sugli alberi come quelle che qualcuno di noi costruiva (o si faceva costruire) da piccolo? ^_^

A voi la parola.

Cargotecture: cos’è?

Il termine Cargotecture fu coniato da HyBrid Architecture di Seattle intorno al 2004 per descrivere qualsiasi sistema edilizio costruito interamente o parzialmente, da container ISO: per intenderci i container, quelli che vengono utilizzati per spedire le merci… quelli che poi si vedono sopra ai camion sull’autostrada.

Infiniski (Chile and Spain)

Il container standardizzato in acciaio nasce nel 1950 quando gli operatori commerciali di trasporto e le forze armate degli Stati Uniti iniziarono a sviluppare tali unità per il trasporto merci. Il metodo di logistica impiegato è stato chiamato Container Express e fu abbreviato Conex. Le norme ISO per i conteiner sono state pubblicate tra il 1968 e il 1970. I container sono soggetti alla Convenzione internazionale sulla sicurezza dei contenitori, un regolamento del 1972 che norma la sicurezza nella manipolazione e il trasporto di container.

Museo Nomade – Architect Shigeru Ban, Artist Gregory Colbert

Un container standard deve essere munito di porte ad una estremità, ed è costruito in acciaio ondulato resistente agli agenti atmosferici. I container originali erano 2,44 m di larghezza, 2,44 m di altezza, con un valore nominale di 6,1 m o 12,19 m di lunghezza. Possono essere impilati in altezza, fino a sette unità. Su ciascuno degli otto spigoli si trovano i tipici fissaggi di sicurezza detti twistlock. Oggi a queste misure standard se ne aggiungono altre ed in particolare in Canada e Stati Uniti sono utilizzati container di misure superiori, mentre in Europa i container sono 5 cm. più larghi dello standard per ospitare i pallets del formato europeo standard Euro-Pallets.

Container City

Anche senza menzionare la gestibilità logistica, il risparmio di tempo ed vantaggi di organizzazione della costruzione modulare con container, la Cargotecture suona anche come un’idea etica considerando il fatto che in questo momento, nel mondo, ci sono circa due milioni di container vuoti e inattivi. Per queste ragioni, molte strutture basate su container sono già state costruite, con usi, dimensioni, collocazioni e apparenze molto diverse.

Container City II

I conteiner sono, per molti versi, un materiale da costruzione ideale perché sono forti, durevoli, impilabili, sezionabili, mobili, modulari, abbondanti e relativamentepoco costosi. Architetti e non, li hanno usati per costruire molti tipi di edifici come case, uffici, appartamenti, scuole, dormitori, studi di artisti e rifugi di emergenza. I container sono largamente utilizzati anche per fornire spazi temporanei di sicurezza nei cantieri e durante le emergenze civili e militari.

Box Office Project – Joe Haskett (Providence Rhode Island)

L’abbondanza e la relativa economicità di questi contenitori nel corso dell’ultimo decennio, deriva dal deficit di manufatti provenienti dal Nord America. I container che arrivano dall’Asia in Nord America e, in misura minore, in Europa, spesso devono essere rispediti vuoti, a spese considerevoli, o non vengono rispediti affatto, restando inattivi. E’ più conveniente acquistare nuovi contenitori in Asia che spedire i vecchi indietro. Per questo motivo si sono cercate nuove applicazioni per i contenitori utilizzati.

L’architettura in container ha trovato moltissime applicazioni, e presenta vantaggi e svantaggi… tutto questo nella prossima puntata. Per ora i curiosi possono visitare il sito dedicato all’architettura in container, con tanti esempi e realizzazioni interessanti.

A me gli occhi!

Scarica la scheda didattica.

Roteando vorticosamente tornano le schede didattiche di ar:KID:lab… per fare un po’ di riscaldamento consigliamo lo spinning… prova la nostra bellissima trottola di riciclo dalle prestazioni sorprendenti! A chi la produrrà l’inverno porterà svariati abiti per sperimentare…

Per scaricare le nostre schede didattiche è sufficiente cliccare sul link (la parola scarica) sarai direttamente indirizzato alla visualizzazione della scheda, per salvarla, in formato pdf sul tuo pc è sufficiente cliccare su file in alto a sinistra e quindi su scarica, penultima voce del menu a tendina; l’operazione avverrà automaticamente. Ti comparirà una finestra attraverso la quale potrai confermare il salvataggio ed indicare una cartella di destinazione sul tuo pc. Le immagini della scheda appariranno solo a salvataggio avvenuto.

Energia!!!!!

Energia… vediamo un po’… secondo il dizionario etimologico, piuttosto laconico in merito, deriva dal greco ἐνέργεια érg-on, opera fatto azione, rafforzato dal più che appropriato intensivo en… in poche parole uso attivo della forza… la cosa soprprendente è che energia ed ergastolo hanno la radice comune…

Sole e vento, energie rinnovabili @ Wikimedia Commons

E certo che di questi tempi pagare l’energia è una specie di ergastolo… sì perchè senza energia le nostre case non funzionano… neanche quelle più semplici.

Questa volta bisogna dirlo è proprio Wikipedia che centra il problema… non è tanto l’energia in sè che ci interessa quando parliamo di energia nelle case bensì la fonte di energia… cioè la cosa che fa l’energia… ovvero che attiva la forza.

La più grande centrale nucleare d’Europa – Zaporozhye / Ucraina
@ Wikimedia Commons

Le fonti di energia domestica sono diverse; principalmente alimentiamo le nostre abitazioni con olio, gas, carbone, idroelettrico, nucleare, geotermico, solare, eolico, legno.

Centrale America nelle Hawaii che sfrutta la differenza termica tra gli strati d’acqua dell’oceano per produrre corrente elettrica
@ Wikimedia Commons

Alcune di queste energie sono non rinnovabili… cioè una volta usate sono finite… il petrolio che brucio… finito non c’è più. Altre energie invece sono rinnovabili, ovvero non si esauriscono o si esauriscono in tempi che vanno oltre tempi che noi umani possiamo immaginare. Detto così sembrerebbe più furbo usare le energie rinnovabili… non sempre lo si fa… e certo dipende anche dal come e perchè… nelle prossime puntate di più sull’energia nelle nostre case.

E mi raccomando… affrontiamo la settimana con energia!!!!

Fonti:

Vocabolario TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani Vocabolario di Italiano Garzanti

Nota: le ricerche on-line sono comode e perlopiù affidabili; Wikipedia ha una buona affidabilità in lingua italiana ed ottima in lingua inglese ma ricorda sempre che essendo uno strumento aperto può contenere imprecisioni, controlla sempre le fonti e usa il dizionario.

Manuale di autocostruzione

Yona Friedman è un architetto nato in Ungheria nel 1923, francese dal 1957… sono poche per la verità le sue architetture realizzate e sarebbe difficile scrivere un intero libro solo sui suoi edifici… ma c’è davvero molto da dire su quello che ha progettato.

Yona Friedman – Una vita migliore nelle città
@ http://www.drawingcenter.org

Professore per molti anni, Yona Friedman è considerato il padre dell’architettura mobile: architetture flessibili, che possono essere create e ricreate a seconda delle esigenze ma anche possono essere gestite in autonomia da chi le usa senza bisogno dei professionisti… il suo sogno è sempre stato permettere a tutti di costruire la propria abitazione nel rispetto delle condizioni economiche, dei desideri individuali, della convivenza sostenibile…

Yona Friedman’s pictograms from Negroponte’s “Computer Aided Participatory Design” in “Soft Architecture Machines”
@ http://openarchitectures.wordpress.com

Le teorie democratiche da lui esposte hanno fatto sì che per molti anni Yona Friedman collaborasse con l’UNESCO per la stesura di manuali educativi e divulgativi dell’abitare. I manuali di autocostruzione sono un esempio interessantissimi di comunicazione sociale… sono liberamente scaricabili dal sito dell’UNESCO e insegnano a costruirsi una casa.

NON LI DOVETE COMPRARE SONO GRATUITAMENTE SCARICABILI – on-line trovate anche brevi cartoons (en-fr)

Per essere ben comprensibili a tutti i due libri Roofs 1 e Roofs 2, sono fatti a fumetti, disegni deliziosamente semplici che se non trattassero temi complessi potrebbero essere disegnati da un bambino… ma se certamente non sono realizzati da un bambino, possono davvero essere chiari a tutti. Questa settimana vi proponiamo la visione, più che la lettura dei due titoli più noti:

Roofs 1 (en)

Roofs 2 (en)

Scaricateli subito e anche senza sapere l’inglese nel giro di breve sarete pronti per provare a costruire la vostra prima casa.

Yona Friedman ha anche scritto un bel libro che qualche anno fa andava tanto di moda “Hai un cane? E’ lui che ti ha scelto”… magari qualcuno di voi lo ha in casa e non sa che l’autore è un architetto ;-)

Non solo LEGO… anche Kapla

Non esiste solo il LEGO… la storia dei blocchetti da costruzione per bambini è ricca ed antica ed inzia certamente prima dell’invenzione del LEGO.

Si può presumere che non sia certo nuova l’idea di mettere in mano ai bambini blocchetti per poi usarli per costruire… ma il gioco da costruzione vero e proprio, confezionato artigianalmente prima e venduto in serie poi, non è neanche quello cosa poi così moderna. La prima produzione su larga scala di confezioni di blocchetti per costruzione, pare essere del 1820 quando S.L. Hill brevettò un set di blocchetti di legno colorati. Il primo documento scritto che parla esplicitamente del gioco, invece è ancora pià antico, ne scrive addirittura il noto filosofo John Locke già nel 1693.

I benefici educativi per il bambino sono naturalmente molteplici ed alcuni ovvi… i benefici di ogni genere per l’adulto non sono indifferenti… provare per credere.

Secondo Wikipedia(en) i set di costruzioni più notevoli e famosi sono:

Unit Block (il gioco generico) – KaplaLego – Lincoln Logs (oggi K’NEX) – Stickle BricksFroebel GiftsMontessori setTinkertoys

A noi piace molto il Kapla perchè è di legno, ecologico ed ha un buon rapporto qualità prezzo; anche il Lego ci piace tanto tanto ma è di plastica. Gli altri, tutti interessanti vanno provati… in particolare i set di Froebel e Montessori sono parte della storia delle scienze dell’educazione e certamente meritano un approfondimento che vada oltre il ludico.

Dentro al telecomando

Cosa c’è dentro al telecomando? Due nativi digitali lo hanno scoperto per noi

Due nativi digitali dentro al telecomando

Hai smontato qualcosa? Inviaci la tua foto, saremo ben felici di pubblicarla!

Carta e cartone scopri e fai!

Lo sapevi che un italiano su due butta via gli scontrini nel contenitore della carta e invece non si deve fare?

Lo sapevi che la deforestazione è principalmente dovuta alla conversione delle foreste in terreni agricoli mentre in Europa per ogni albero taglito destinato alla produzione di carta ne vengono piantati tre?

Lo sapevi che si consuma meno energia per produrre un foglio di carta A4 che per fare una ricerca su Google?

Clicca l’immagine per entrare sul sito di COMIECO dedicato alla scuola

Tutte queste notizie su carta, cartone e riciclo le troviamo sul sito di COMIECO.

COMIECO il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica… cioè carta ha un divertente ed utile portale dedicato alla scuola.

Sul portale due macroaree: una dedicata agli insegnanti ed una a bambini e ragazzi. Il materiale a disposizione, on-line e scaricabile, è ricco e di facile utilizzo per tutti. Il sito è ben aggiornato, facilmente navigabile ed adatto a tutte le età.

Ne consigliamo a tutti la navigazione per scoprire e fare tanto con carta e cartone! Buon lavoro!

Il cacio col mattone

Che bella parola gastronomica! Ma chi l’avrebbe immaginato!

Il dizionario etimologico, dopo averne elencate le varie forme dialettali ci svela il primo senso della parola mattone, che, è vero, potrebbe derivare dal latino madidus, umido, ma anche pare meglio derivata da matte, massa compatta o… pezzo di cacio: non è bellissimo!!!! Questa forma parrebbe anche avvalorata dal catalano matò: cacio fior di latte.

Muro in mattoni
Oula Lehtinen @ Wikimedia Commons

A questo punto il dizionario torna alla realtà proponendo anche un più triste ma realistico mactus: duro, denso e compatto e maltha… da cui malthone ovvero malta ridotta in mattone. Certo anche a noi paiono più vere le ultime due ipotesi tuttavia non possiamo non rimanere affascinati dall’idea della casa in mattonelle di cacio… è degna di una fiaba!

Dovendo lasciare il mondo delle fiabe il mattone è un elemento costruttivo, perlopiù parallelepipedo, in materiale ceramico costituito in generale da argilla, silice, acqua, carbonato di calcio e ossido di ferro. Fin dall’antichità il composto è stato utilizzato per realizzare blocchetti da costruzione. Il termine corretto sarebbe oggi laterizio ma è comunemente accettato mattone come sinonimo.

Architettura contemporanea in laterizio
Monte Tamaro – Santa Maria degli Angeli – Mario Botta
@ Wikimedia Commons

Preparato un impasto che abbia una plasticità adeguata all’uso, questo viene trafilato e quindi tagliato… un po’ come fanno certe macchine per i biscotti… si fa la striscia di sezione e forma desiderate e poi la si taglia… I mattoni così ottenuti vengono lasciati in essicazione e quindi cotti. Per i mattoni più pregiati o di forme particolari si utilizza anche lo stampaggio.

Il colore della terra dipende dall’impasto e dal tipo di argilla. I mattoni possono essere pieni o forati e di svariate forme; a volte il nome del mattone cambia in base all’aspetto. Anche le tecniche di assemblaggio dei mattoni sono svariate e certamente il mondo del laterizio merita diversi approfondimenti tematici… per ora continuiamo a immaginare la nostra casa di cacio!

Fonti:

Vocabolario TreccaniWikipediaIl vocabolario della lingua latina L.Castiglioni, S.Mariotti - Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani Vocabolario di Italiano Garzanti

Nota: le ricerche on-line sono comode e perlopiù affidabili; Wikipedia ha una buona affidabilità in lingua italiana ed ottima in lingua inglese ma ricorda sempre che essendo uno strumento aperto può contenere imprecisioni, controlla sempre le fonti e usa il dizionario.

Dentro al topo…

Chi ama i paroloni la chiama “ingegneria inversa“… gli altri lo chiamano smontare gli oggetti… è comunque un processo molto utile all’apprendimento e i bambini dovrebbero essere messi in grado di sapere cosa c’è dentro alle cose.

Cosa c’è dentro ad un mouse? Lo abbiamo chiesto a due nativi digitali che, cacciavite alla mano, hanno per noi risposto alla domanda:

Dentro al mouse – ar:KID:lab con due nativi digitali

NOTA 1: rotelle e rotelline sono trottole fantastiche e la pallina… beh! Prima di tutto è una pallina ma anche lei può diventare trottola, per sapere come … resta connesso!!!

NOTA 2: l’ingegneria inversa viene anche utilizzata allo scopo di copiare oggetti e strumenti destinati alla vendita; su alcuni libretti di istruzioni è recentemente comparso, fra le avvertenze, il divieto di “reverse engineering”…