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E’ l’ora del tè: parte seconda

Chashitsu è il nome della casa da tè giapponese. Si tratta di una struttura in genere isolata, che risponde a criteri costruttivi ed estetici ben precisi e costruita proprio all’unico scopo di ospitare la cerimonia del tè.

Chashitsu nel parco Nara
Ref@Wikipedia attribution Michael Maggs

Il chashitsu è dunque un padiglione isolato, sobrio, in struttura lignea, collocato nel giardino di abitazioni private o istituzioni pubblica quali musei, parchi, templi. Gli edifici più piccoli hanno, in genere due stanze, la prima, più grande, è quella in cui si riuniscono ospite ed invitati ed il tè è servito, la seconda, più piccola è dedicata alla preparazione di apparecchiature e cibi; l’intera struttura può avere una superficie totale minima pari a tre tatami (3x90x180cm. ovvero poco meno di cinque metri quadrati).

Chashitsu, interno
Credits @ Wimedia Commons Drypot

Le case da tè pubbliche più grandi contano invece su svariate stanze per il consumo della bevanda, cucine ampie e moderne e sale d’aspetto importanti.

Nella storia la tipologia del chashitsu si è andata stabilizzando e alcuni criteri sono oggi considerati indispensabili per l’edificio ideale. Requisito indispensabile è un giardino, con un sentiero che conduce al chashitsu, lungo il sentiero una panchina per gli ospiti. Nelle vicinanze dell’edificio si trova un lavabo in pietra per potersi lavare le mani prima della cerimonia. La porta d’accesso del padiglione è piccola e così bassa da doversi chinare per oltrepassarla. Si tratta di un gesto simbolico che segna il passaggio ad un ambiente di pace e silenzio, idealmente separato dall’affollamento mondano. Anche il soffitto è basso e non vi è arredamento; gli ospiti in ogni caso siederanno per terra.

Chashitsu – Terenobu Fushimori

Tutti i materiali utilizzati sono volutamente semplici e tradizionali a indicare un legame con la natura. Altri accessi portano alla cucina e vi sono finestre e aperture parzialmente oscurati dalle caratteristiche porte scorrevoli in carta ed intelaiatura di bambù dette shōji. Le finestre non sono pensate per lasciar vedere l’esterno, che distrarrebbe dalla cerimonia, ma per dare luce naturale ma soffusa all’ambiente. Un focolare è collocato all’interno dell’ambiente principale per riscaldarsi nei mesi freddi, nei mesi caldi invece questo viene nascosto e per la cerimonia si utilizza un braciere portatile.

Myoghi Art Museum – Cerimonia del tè

I chashitsu vengono classificati in base alla dimensione ed in base a questa cambia la cerimonia, l’apparecchiatura, l’arredo. La dimensione che si considera di confine l’uno e l’altro tipo è 4.5 tatami.