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Arkidquiz della settimana (con commenti)

Pretestuoso per parlare e discutere un po’ di questa opera che ‘abbiamo in casa’ (almeno per noi Torinesi).La conoscete? Chi l’ha progettata? (e qui finisce il quiz).Ma soprattutto, cosa ne pensate? E’ veramente ecologica, positiva, lungimirante? Ma anche, banalmente, vi piace? vi ricorda una capanna sugli alberi come quelle che qualcuno di noi costruiva (o si faceva costruire) da piccolo? ^_^

A voi la parola.

Casa verde: conviene?

In molti si domandano se avere una casa ad alta efficienza energetica convenga davvero. Una casa verde infatti, ormai si sa, costa di più… non molto, ma costa di più, sia a noi che all’ambiente. Da una ricerca del World Watch Institute, la risposta alla nostra domanda:

Il salice vivente

Patrick Dougherty è un artista statunitense che crea strutture temporanee in salice. Le sue strutture non sono opere d’arte da guardare e non toccare, sono strutture viventi e da vivere. Dougherty ha lavorato per parchi naturali, giardini botanici, spazi pubblici. Le sue sculture possono essere visitate, vissute ed esplorate. A metà fra edificio moderno organico e castello delle fate ogni sua opera è fatta con rami di salice intrecciati, assemblati e legati.

Palo Alto Art Center, Palo Alto, CA

Combinando le sue abilità di falegname con il suo amore per la natura, Patrick ha iniziato a sstudiare le tecniche primitive di costruzione che lo hanno condotto a due esperimenti che utilizzavano alcuni alberelli come materiale da costruzione. Nel 1982 la sua prima opera, Body Wrap in acero, è stata inclusa nella mostra Biennale degli artisti Carolina del Nord sponsorizzata dal North Carolina Museum of Art.

Washington University at St Louis, St Louis, MO

Il suo lavoro da lì si è rapidamente evoluto da singoli pezzi su piedistallo a due monumentali opere di scala ambientale. Nel corso degli ultimi trent’anni, ha costruito oltre 230 di queste opere, ed oggi è un artista di fama internazionale. La sua scultura è presente in tutto il mondo, dalla Scozia al Giappone, dall’Italia a Bruxelles, e in tutti gli Stati Uniti.

Arte Sella Sculpture Park, Valsugana, Italy

Ma il lavoro di Dougherty, per quanto eccezionale, si colloca in un diffuso filone di scultura arborea che comincia dall’intreccio dei rami di salice per fare semplici cestini fino ad arrivare alla scala urbana. Vuoi provare anche tu? Su questo link (en) trovi le istruzioni per i primi esperimenti.

St. John’s University, Collegeville, MN

La storia delle cose

Annie Leonard è un’attivista statunitense, autrice del documentario “La storia delle cose”. Il video è diventato un fenomeno mediatico nel 2007, raggiungendo, su internet oltre 12 milioni di spettatori.

Annie ha in seguito pubblicato altri quattro documentari reperibili in rete. Oggi è direttrice del progetto “La storia delle cose”. Guarda l’interessante documentario.

H2Ooooh!

H2Ooooh! Un progetto del 2010 nato dalla collaborazione fra UNESCO  e scuole italiane ha prodotto una serie di video di animazione sul tema della conservazione dell’acqua… i video in italiano ed in inglese sono offerti alla visione del pubblico su youtube nel canale de UNESCO Venice Office

Un assaggio? Guarda qui

Case riciclate…

Case riciclate, sono quelle che costruisce Dan Phillips… (il video è in inglese ma ci sono i sottotitoli in italiano)

Dan Philips – via http://www.interiordesign.net

Guardando il suo video al TED, Dan Philips ci appare certamente una persona piuttosto simpatica e carismatica ed è riuscito a portare all’attenzione del pubblico qualcosa che si è sempre fatto… almeno fino a qualche anno fa gli impresari, quando smontavano, demolivano, ristrutturavano una casa, usavano portare a casa tutto quello che serviva ancora… e lo riutilizzavano in altri cantieri… edifici famosi sono stati costruiti con materiale di recupero e altri sono stati distrutti per poter riutilizzare pietra, laterizio…

Italia vs. Svezia: l’affare del pattume

RAI Radiodue riprendeva in questi giorni una notizia dello scorso anno: la Svezia è disperata per la propria carenza di pattume. Gli svedesi non fanno pattume e lo debbono comperare da altri paesi meno disciplinati di loro.

Al di là delle complesse problematiche legate alla convenienza economica ed ecologica dei termovalorizzatori il dato svedese stupisce! Soltanto l’1% (!) dei rifiuti domestici va a finire in discarica contro un meno onorevole 51% degli italiani ed una media europea del 36%.

ITALIA vs. SVEZIA Rifiuti domestici in discarica
Clicca per ingrandire

Ma come faranno? L’italiano, residente in Svezia, intervistato alla radio sosteneva che tutto ciò avviene in virtù della raccolta differenziata porta a porta… peraltro praticata anche in diversi comuni italiani che non sognano nemmeno di raggiungere tale obiettivo…; un’altra ragione sembrerebbe essere l’alta consapevolezza dei temi legati all’ecologia che contraddistingue il modello  scolastico nordico che prevede l’educazione ambientale obbligatoria fin dalle elementari… siamo ammirati e non ci resta che dire: bravi svedesi!

Carta e cartone scopri e fai!

Lo sapevi che un italiano su due butta via gli scontrini nel contenitore della carta e invece non si deve fare?

Lo sapevi che la deforestazione è principalmente dovuta alla conversione delle foreste in terreni agricoli mentre in Europa per ogni albero taglito destinato alla produzione di carta ne vengono piantati tre?

Lo sapevi che si consuma meno energia per produrre un foglio di carta A4 che per fare una ricerca su Google?

Clicca l’immagine per entrare sul sito di COMIECO dedicato alla scuola

Tutte queste notizie su carta, cartone e riciclo le troviamo sul sito di COMIECO.

COMIECO il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica… cioè carta ha un divertente ed utile portale dedicato alla scuola.

Sul portale due macroaree: una dedicata agli insegnanti ed una a bambini e ragazzi. Il materiale a disposizione, on-line e scaricabile, è ricco e di facile utilizzo per tutti. Il sito è ben aggiornato, facilmente navigabile ed adatto a tutte le età.

Ne consigliamo a tutti la navigazione per scoprire e fare tanto con carta e cartone! Buon lavoro!

Guerrilla Gardening: la guerra dei giardinieri

Guerrilla Gardening un fenomeno di moda recente, generalmente considerato nato negli anni ’70, in realtà pare avere origini addirittura seicentesche!

Ma di cosa si tratta?

Come tutti i fenomeni di guerrilla è un’azione spontanea, che può assumere connotati anche politici, e consiste nel praticare il giardinaggio in zone urbane o periurbane in stato di abbandono. Chi pratica la guerilla di solito agisce di notte e con scopi differenti, che vanno dalla semplice volontà di recuperare il paesaggio urbano fino alla vera e propria protesta non violenta. Alcuni casi si limitano alla piantumazione di essenze ornamentali, in altri si tratta di vera e propria orticoltura.

Giardinieri urbani via http://www.guerrillagardening.it/
sito ufficiale italiano di guerrilla gardening

I casi di guerrilla gardening sono in forte crescita insieme a tutti i fenomeni collegati all’ambientalismo in genere. Casi di guerrilla gardening sono documentati ufficialmente in almeno trenta paesi.

Per quanto affascinante sia, tuttavia, il fenomeno presenta alcuni aspetti cui si dovrebbe prestare una certa attenzione:

1.praticare giardinaggio su un’area di proprietà altrui in quasi tutti i paesi può costituire reato, anche se si tratta di un’azione pacifica fatta per scopi più che lodevoli

2.l’orticultura urbana e/o periurbana è a forte rischio di inquinamento; se si intende mangiare i prodotti delle coltivazioni è prudente accertarsi che essi non siano stati in qualche modo contaminati o dal terreno che proprio perchè in stato di abbandono potrebbe contenere sostanze pericolose, o dall’aria che ad esempio nelle vicinanze delle grandi arterie stradali risulta generalmente inquinata

3.la piantumazione di essenze, quando attecchisce, può modificare il sistema ambientale, è pertanto prudente svolgere l’attività con la consulenza di esperti che consiglino come non incidere sui microsistemi locali con piante inadatte, infestanti o pericolose

Giardiniera urbana via http://www.guerrillagardening.org/
forum globale per il guerrilla gardening (en)

Per chi non voglia incorrere in queste tre contrindicazioni è pur sempre possibile praticare una forma di guerrilla meno radicale. Qualche buona e facile idea:

1.quando frequentiamo i giardini pubblici stiamo attenti a non sporcare, inquinare, rovinare; si può anche andare oltre preoccupandosi ad esempio di rimuovere oggetti abbandonati o rifiuti che si trovino fuori dai contenitori; se si decide di aiutare spontaneamente a ripulire il parco sotto casa però dobbiamo ricordarci di indossare sempre guanti da lavoro

2.molti enti pubblici sono disponibili a concordare con aziende, privati, gruppi di quartiere, la manutenzione delle aiuole pubbliche quando sia fatto in sicurezza; si può pensare di organizzarsi in gruppi che in accordo con le amministrazioni pratichino il giardinaggio pubblico; anche gli orti pubblici si stanno diffondendo, ci si può informare presso i propri sportelli comunali

Camilla fa manutenzione delle aiuole pubbliche via http://www.treehugger.com

3.molti spazi verdi privati come giardini e balconi sono ben godibili anche dalla strada; chi si preoccupa di avere giardini e balconi ricchi e ben curati farà sicuramente piacere anche a tutti coloro che pur non potendo fruirne, potranno comunque goderne

4.fare opera di informazione riguardo a questi temi presso i propri amici e conoscenti potrà magari far appassionare anche altri al giardinaggio pubblico; si possono facilmente organizzare gruppi e giornate di sensibilizzazione ricordando che il buon esempio fa sempre venire delle buone idee

Piccole architetture per un grande festival

Il WOMAD è un festival di arte musica e danza riconosciuto a livello internazionale. Nel 2010/2011 Fourth Door Research’s Roots Architecture, con il norvegese TYIN Tegnestue’s Andreas Gjertsen, l’esperto di bamboo Jack Everett, Architecture Sans Frontieres UK’s, e Tangentfield hanno organizzato un workshop. Quattro squadre di architetti hanno costruito, con materiale di recupero i palchi del festival. Ci hanno messo poco più di 48 ore!

Roots Architecture Workshop 2010 via treehugger
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Il worshop ha raggiunto un obiettivo ambizioso, costruire quattro strutture in due giorni utilizzando solo materiale di recupero. Il pubblico può fermarsi ad aiutare e curiosare durante la costruzione. L’idea di fondo è di sensibilizzare al costruire sostenibile, sia le comunità, sia i professionisti, singoli od in collettivo.

TYIN Tegnestue – Rustic Yet Sleekly Modern Humanitarian Architecture
Leonora Oppenheim – treehugger

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