Archivi categoria: altro

La storia delle cose

Annie Leonard è un’attivista statunitense, autrice del documentario “La storia delle cose”. Il video è diventato un fenomeno mediatico nel 2007, raggiungendo, su internet oltre 12 milioni di spettatori.

Annie ha in seguito pubblicato altri quattro documentari reperibili in rete. Oggi è direttrice del progetto “La storia delle cose”. Guarda l’interessante documentario.

Gent.mo architetto,

Circola da tempo sul web, in diverse versioni, in diverse lingue, una divertente lettera di un potenziale cliente ad un probabile architetto. Buffa e piuttosto esagerata ripropone in chiave tragicomica quello che può effettivamente comportare la professione di architetto… tanto perchè siate preparati ;-)

“Gentilissimo Architetto,

ho avuto la sua mail dal mio idraulico e la contatto per commissionarle il progetto della mia abitazione.

Non sono sicuro di quello che mi serve, ne’ di quello che mi piace; le lascio carta bianca pur con alcune brevi indicazioni.

La casa deve avere da due a quarantacinque camere da letto. Dovrebbe però disegnare le piante in maniera tale che le camere da letto possano essere facilmente aggiunte o eliminate. Mi attendo che mi proponga un centinaio di soluzioni fra le quali poter scegliere quando mi porterà i progetti. Inoltre, le chiedo gentilmente di farmi avere un preventivo per ciascuna soluzione in modo che io possa scegliere anche in base ai costi. Non si preoccupi del suo onorario, che immagino rimarrà in ogni caso lo stesso.

Tenga a mente che la casa dovrà costare meno di quella in cui vivo attualmente pur essendo molto più grande e priva di tutti quei difetti che oggi tanto mi disturbano (il pavimento della mia cucina vibra quando cadono oggetti molto pesanti come ad esempio il frigorifero e le pareti non hanno un isolamento che possa dirsi tale, infatti d’inverno siamo persino costretti ad usare il riscaldamento).

Mentre progetta, tenga anche a mente che voglio mantenere i costi di manutenzione annuale quanto più bassi possibile. Ciò, mi sono documentato, dovrebbe comportare un costo extra dovuto a materiali particolari quali l’alluminio, vinile, o le nanostrutture (che sono più piccole e quindi dovrebbero costare di meno). Sappia che, in primo luogo sono costi extra che desidero NON sostenere, ed in secondo luogo che mi dovrebbe chiaramente spiegare l’eventuale scelta di eliminare questi materiali.

Faccia poi in modo che siano ben visibili nella casa oggetti di design moderno e materiali di tendenza, desidero che la mia abitazione sia come una vetrina delle idee più all’avanguardia ed alla moda. Non si dimentichi che la cucina dovrebbe essere progettata per accogliere il mio frigorifero Gibson 1952 oltre alle altre cose di cui agli allegati 1, 2 e 3.

Per assicurarsi di stare progettando la casa giusta per tutta la nostra famiglia, forse sarebbe opportuno che lei contattasse ciascuno dei nostri cinque figli, e anche i nostri parenti. Mia suocera, ad esempio, ha le idee molto chiare su come dovrebbe essere la nostra casa, e considerando che ci fa visita almeno un paio di giorni l’anno, sarebbe davvero indispensabile accontentarla in ogni suo desiderio; lascio a lei questo delicato compito di grande responsabilità, troverà mia suocera adorabile. Mentre lei si assicurerà che tutti i desiderata dei miei famigliari siano esauditi, io, invece, mi riserverò l’ingrato compito di annullare tutte le sue eventuali proposte.

Per favore, non perda tempo con i piccoli dettagli in questo momento. Il suo compito è esclusivamente di formulare un progetto di massima che tenga conto di tutte le esigenze di cui sopra. In questo momento, per esempio, non è necessario scegliere il colore del tappeto. Tuttavia, tenga presente che mia moglie ama blu, ed anche per quanto riguarda la rubinetteria sappia che non sopporto di vedere tappi in gomma nei lavandini.

Inoltre, la prego di non preoccuparsi, in questo momento, di come mettere in cantiere la casa stessa. Vorrei che la sua prima priorità fosse lo sviluppo dei disegni esecutivi e delle specifiche degli impianti affinché, non appena avrò approvato la versione definitiva, la casa possa essere costruita rapidamente, direi entro 48 ore.

Mentre progetta questa abitazione in particolare per me, tenga a mente che potrei venderla a qualcun altro da un momento all’altro; dovrà essere quindi un edificio appetibile per una vasta gamma di potenziali acquirenti. Ho pensato che forse, prima di mettere in cantiere i progetti, sarebbe opportuno che lei verificasse, tramite un questionario (meglio se on-line), il gradimento dei residenti del mio quartiere. Per il questionario dovrà realizzare un modello virtuale interattivo affinché tutti i vicini possano capire bene che tipo di abitazione potrebbe essere. Per aiutarla le farò avere l’elenco dei vicini i cui desiderata dovrebbe considerare nel progetto.

A questo proposito le consiglio di guardare bene la casa che il mio vicino ha costruito l’anno scorso: quella sì che è una bella casa! Confido le sarà di ispirazione anche perché ha molte delle caratteristiche che considero indispensabili nella nostra nuova casa, in particolare la piscina olimpionica a forma di fior di loto. Con un attento studio, e facendosi aiutare da un bravo ingegnere, credo che le sarà possibile progettarne una anche più bella senza incidere sui costi.

E’ pregato di preparare un set completo di modelli, reali e virtuali. Non si senta in dovere in questo momento di fare il disegno vero e proprio, dal momento che utilizzerò i suoi materiali solo per le offerte di costruzione e per sottoporle al giudizio di mio cugino, il quale, con la sua esperienza di agronomo saprà dirmi se sono correttamente eseguiti. Sappia, tuttavia, che, ovviamente, sarà ritenuto responsabile per eventuali aumenti dei costi di costruzione a seguito di modifiche di progettazione successive; ogni variante al progetto, in quanto sua responsabilità, sarà completamente a suo carico.

Immagino sia terribilmente eccitato e felice di essere al lavoro su come un progetto interessante come questo! Poter utilizzare le più recenti tecniche di costruzione, materiali innovativi e design di tendenza con tutta la libertà progettuale che le ho dato dev’essere una cosa che non le accade molto spesso. Senza contare che la mia famiglia, lo dico senza falsa modestia, è un punto di riferimento nel nostro circolo di amicizie. Lavorare per noi le porterà certamente molti contatti e incarichi futuri, nel merito dei quali potremo poi con comodo stilare un conveniente accordo economico. Mi contatti quanto prima per mostrarmi progetti, idee, disegni esecutivi.

 Bene, la lascio al suo lavoro, ora non dovrà fare che immaginare! Cordialmente,

 Dott. Prof. On. Fortunato Iotunò

PS: Mia moglie mi ha appena detto che non è d’accordo con molte delle indicazioni che le ho dato in questa lettera. Come architetto, è sua responsabilità risolvere il problema. Non le nascondo che altri professionisti hanno provato in passato ma nessuno è riuscito a raggiungere un benché minimo risultato. Se non è in grado di gestire questa responsabilità, dovrò trovare un altro architetto.

PPS: Forse, ripensandoci, quello che mi serve non è una casa, ma un rimorchio camper. La prego di comunicarmi quanto prima se ritiene che questo sia il caso, in modo tale che possa riformulare tutte le mie richieste.

 PPPS: le chiederei anche la gentilezza di utilizzare come collaboratore il giovane figlio, appena laureato in architettura, di un mio lontano parente residente in America. Mi occuperò io del trasferimento del ragazzo non appena lei mi avrà comunicato come intende pagare il viaggio aereo e dove pensa di poterla ragionevolmente ospitare. Non amo l’indeterminatezza, dovrà quindi fargli un contratto a tempo indeterminato ma presumo che lo sapesse già e che comunque non sarà un problema.”

A me gli occhi!

Scarica la scheda didattica.

Roteando vorticosamente tornano le schede didattiche di ar:KID:lab… per fare un po’ di riscaldamento consigliamo lo spinning… prova la nostra bellissima trottola di riciclo dalle prestazioni sorprendenti! A chi la produrrà l’inverno porterà svariati abiti per sperimentare…

Per scaricare le nostre schede didattiche è sufficiente cliccare sul link (la parola scarica) sarai direttamente indirizzato alla visualizzazione della scheda, per salvarla, in formato pdf sul tuo pc è sufficiente cliccare su file in alto a sinistra e quindi su scarica, penultima voce del menu a tendina; l’operazione avverrà automaticamente. Ti comparirà una finestra attraverso la quale potrai confermare il salvataggio ed indicare una cartella di destinazione sul tuo pc. Le immagini della scheda appariranno solo a salvataggio avvenuto.

La forza della fisarmonica

Scarica la scheda didattica.

Può un foglio di carta appoggiato agli estremi reggere un bicchiere d’acqua? Certo che può!

Sgabello in cartone a fisarmonica – Michael Zimmermann

La resistenza dei materiali cambia in base alle loro dimensioni, larghezza, altezza, spessore ma anche in funzione della forma che assumono… a parità di quantità di materiale un sostegno può rivelarsi più o meno forte a seconda della propria forma: è importante saperlo perchè in questo modo possiamo risparmiare materiale nelle costruzioni. Vi siete ad esempio mai domandati perchè usiamo il cartone ondulato? E per avere la stessa resistenza in cartone pieno… quanto materiale in più dovremmo utilizzare? Oggi vi proponiamo un esercizio facile facile… un classico della scienza architettonica per bambini che però stupisce e piace sempre… Prova subito anche tu!

Sgabello in cartone – Inbal Strauss

Per scaricare le nostre schede didattiche è sufficiente cliccare sul link (la parola scarica) sarai direttamente indirizzato alla visualizzazione della scheda, per salvarla, in formato pdf sul tuo pc è sufficiente cliccare su file in alto a sinistra e quindi su scarica, penultima voce del menu a tendina; l’operazione avverrà automaticamente. Ti comparirà una finestra attraverso la quale potrai confermare il salvataggio ed indicare una cartella di destinazione sul tuo pc. Le immagini della scheda appariranno solo a salvataggio avvenuto.

Eureka!!!!!!!

Scarica la scheda didattica.

EUREKA!!!! TROVATO!!! Come nasce un idea? Quando si ha l’illuminazione? Qualcuno lo chiama momento A-ha! Quell’istante tutto è perfettamente chiaro, i pezzi del puzzle vanno a posto e scocca la scintilla dell’idea, della soluzione inattesa e facilissima ad un problema che pareva insormontabile.

Sono molti gli scienziati che cercano di studiare il funzionamento dell’A-ha! Noi ti proponiamo un facile, geniale esercizio per allenare la mente all’illuminazione ed alla creatività… in più spiega anche un po’ di architettura. Buon divertimento!

Per scaricare le nostre schede didattiche è sufficiente cliccare sul link (la parola scarica) sarai direttamente indirizzato alla visualizzazione della scheda, per salvarla, in formato pdf sul tuo pc è sufficiente cliccare su file in alto a sinistra e quindi su scarica, penultima voce del menu a tendina; l’operazione avverrà automaticamente. Ti comparirà una finestra attraverso la quale potrai confermare il salvataggio ed indicare una cartella di destinazione sul tuo pc. Le immagini della scheda appariranno solo a salvataggio avvenuto.

Girare come una trottola…

La trottola è un oggetto dotato di un asse intorno al quale può essere fatto roteare vorticosamente… creando immenso divertimento nell’operatore. Nelle trottole più semplici il movimento rotatorio è prodotto dalle nostre dita, nelle trottole più complesse la rotazione si produce tirando una stringa saldamente ancorata ad esse.

Trottole in legno

La trottola compare in quasi tutte le culture del mondo e, stando ai ritrovamenti archeologici, è uno dei giochi più antichi che si conoscano; oltre che come gioco individuale, la trottola, in particolare in epoca romana, è stata utilizzata come gioco di gruppo e persino a scopo divinatorio… cioè per predire il futuro. Funzionava così: si lanciava la trottola su uno schema tracciato sul terreno composto di caselle corrispondenti ad una risposta, la casella sulla quale la trottola si sarebbe fermata avrebbe indicato il responso. Lo schema era anche utilizzato per i giochi a punti ma le caselle invece di contenere risposte contenevano punteggi che sommati avrebbero indicato il vincitore.

Trottola con meccanismo

La trottola in realtà nasconde dell’alta fisica, come ben sanno gli ingegneri… i quali manifestano in genere una passione sfrenata per la trottola inversa… gli ingegneri sanno che alla base del moto rotatorio della trottola c’è il principio del giroscopio… e l’effetto giroscopico è da tenersi in considerazione per la costruzione di moltissimi dispositivi di uso più o meno comune, dall’elicottero al semplice disco rigido dei nostri pc e persino ai banali frullatori domestici… per il momento la cosa migliore secondo noi è cominciare a giocarci.

Yami Yamaguchi – Trottola

Una trottola molto semplice la potrete costruire in carta utilizzando le facilissime istruzioni del famoso origamista Yami Yamaguchi. Buon divertimento!!!

I NON 11 consigli NON di Bill Gates

All’incirca dal 2000 girano sul web gli undici consigli di Bill Gates agli adolescenti, un documento scaricato e condiviso migliaia e migliaia di volte… MA è un falso… i consigli NON sono 11 ma addirittura 14 e soprattutto NON sono di Bill Gates… Bill Gates non si è nemmeno mai sognato di darli e tantomeno di pubblicarli in rete… i NON 11 consigli NON di Bill Gates appartengono in effetti ad altra, pur autorevole fonte: il riformatore dell’educazione Charles J. Sykes, autore del libro, non tradotto in italiano, Dumbing Down Our Kids: Why American Children Feel Good about Themselves, but Can’t Read, Write, or Add (Rincretinendo i nostri figli: perchè i bambini americani stanno bene con se stessi ma non sanno leggere, scrivere o far di conto); in un testo successivo le prime 14 regole pubblicate nel 1996 in un editoriale del San Diego Union Tribune, diventano addirittura 50. Chi e perchè le abbia attribuite (riassunte con qualche modifica) a Bill Gates non si sa… forse perchè essendo regole piene di buon senso meritavano una fonte più cool? Ed ancora perchè epurare dalla lista le ultime tre regole? Avevano forse un’aria troppo conservatrice? Per la verità ci pare che dando il giusto peso alle parole non siano poi così estreme… comunque nel dubbio le elenchiamo tutte e 14 qui di seguito in traduzione nostra, con qualche libertà dovuta al cambiamento dei tempi ma senza aggiornamento ISTAT sugli stipendi annuali. La versione originale la trovate qui. La versione Bill Gatesiata nel video qui sotto:

Regola n° 1: La vita non è giusta. Abituati. I teen-ager, in media, usano la frase: “Non è giusto” 8.6 volte al giorno. L’hai copiata dai tuoi genitori, che la hanno ripetuta così spesso che hai deciso che la loro deve essere stata la generazione più idealista di sempre. In realtà è quando hanno cominciato a sentirla dai loro stessi figli, che i tuoi hanno realizzato cosa significasse la frase della regola n° 1.

Regola n° 2: Il mondo reale non si cura della tua autostima come fa la tua scuola. Forse è uno shock saperlo ma nella vita reale ci si aspetta che tu raggiunga un obiettivo prima che tu ti senta bene con te stesso. Solitamente, quando un’autostima gonfiata non incontra la realtà, i bambini si lamentano dicendo “Non è giusto”. (Vedere regola 1)

Regola n° 3: Siamo spiacenti, non guadagnerai $ 40.000 all’anno dalla fine della scuola superiore. E non sarai vicepresidente, e non avrai neppure sofisticate tecnologie sulla tua macchina. Peggio: potresti persino dover indossare un’uniforme non di marca.

Regola n° 4: Se pensi che il tuo insegnante sia esageratamente severo, aspetta di avere un capo. Lui non ha un contratto di lavoro e così tende ad essere un po’ spigoloso. Quando sbagli, non ti chiede come ti senti al proposito.

Regola n° 5: Girare hamburger in un fast-food non è lesivo della tua dignità. I tuoi nonni avevano una diversa parola per descrivere il girare hamburger, lo chiamavano opportunità. E non erano nemmeno imbarazzati dal salario minimo, piuttosto sarebbero stati in imbarazzo a star seduti a parlare di rock-star tutto il weekend.

Regola n° 6: Non è colpa dei tuoi genitori. Se sbagli sei tu il responsabile: è il rovescio della medaglia di “E’ la mia vita”, “Tu non sei il mio capo” e di altre dichiarazioni eloquenti della tua generazione. Quando compirai 18 anni saranno affari tuoi. Non piangerci sù o farai la figura dell’egoista viziato.

Regola n° 7: Prima che tu nascessi i tuoi genitori non erano così noiosi come sembrano ora. Sono diventati così a furia di pagare le bollette, pulire la tua stanza e ascoltarti quando racconti quanto sei idealista. E a proposito, prima di
di andare a salvare la foresta pluviale da quei parassiti succhia-sangue dei tuoi genitori, prova a disinfestare l’armadio nella tua camera da letto.

Regola n° 8: La tua scuola può aver fatto fuori vincitori e vinti. La vita non l’ha fatto. In alcune scuole, ti daranno tutte le possibilità che vuoi per trovare la risposta giusta. Le insufficienze sono stati abolite e anche le bocciature; per non ferire i sentimenti di nessuno, lo sforzo è paragonato al risultato. Devi sapere però, che per quanto triste, tutto ciò non ha alcuna somiglianza con la vita reale. (Vedi la regola n°1, la regola n°2 e la regola n°4).

Regola n° 9: La vita non è divisa in semestri, e non c’è l’intera estate di vacanza. E… non ci sono nemmeno le vacanze di Pasqua. Lo spettacolo va in onda tutti i giorni; per otto ore al giorno. Non si ricomincia da zero ogni settembre ed ogni febbraio. Si va solo avanti e avanti. Mentre ci siamo: pochi posti di lavoro ti permettono di esprimerti, realizzarti o trovare te stesso. Dovrai trovare te stesso, esprimerti, realizzarti, nelle pause (Vedi regola n° 1 e la regola n° 2.)

Regola n° 10: La televisione non è la vita reale. La tua vita non è un telefilm. I tuoi problemi non saranno tutti risolti in 30 minuti, meno il tempo per la pubblicità. Nella vita reale, in effetti, le persone devono uscire dal bar per andare al lavoro. Ancora, tuoi amici non saranno ne’ vivaci ne’ flessibili come Jennifer Aniston.

Regola n° 11: Sii gentile con i secchioni. Ci sono altissime probabilità che diventino il tuo capo.

Regola n° 12: Il fumo non ti fa sembrare cool. Ti fa sembrare imbecille. La prossima volta che sei in giro, prova a guardare un undicenne con una cicca in bocca: è esattamente come sembra a chiunque abbia superato i 20 anni. Lo stesso vale per il termine “esprimere me stesso” riferito ai capelli viola o al piercing.

Regola n° 13: Non sei immortale. (Vedi regola n° 12.) Se hai l’impressione che vivere velocemente, morire giovani e lasciare un bel cadavere sia romantico, ovviamente non hai visto ultimamente uno dei tuoi coetanei a temperatura controllata.

Regola n° 14: Goditi tutto questo mentre c’è. Certo i genitori sono rompiscatole, la scuola è un fastidio e la vita è deprimente. Ma un giorno ti renderai conto com’era bello essere adolescente. Forse per non perdere tempo potresti cominciare ad apprezzarlo ora.

UN-HABITAT per un futuro migliore

UN-HABITAT è il programma delle Nazione Unite che promuove lo sviluppo di città più sostenibili, in ogni parte del mondo, e porta particolare attenzione alle zone più disagiate del mondo. Il loro obbiettivo principale oggi è quello di migliorare le condizioni di vita di almeno 100 milioni di abitanti delle baraccopoli entro il 2020; riuscimao ad immaginare 100 milioni di persone? Quasi due volte l’intera popolazione italiana… come se due Italie vivessero nelle baracche!

video.asp?cid=10877&catid=7&typeid=60&AllContent=1

Questo è l’obbiettivo in paroloni ma in pratica significa dare ad almeno la metà di questi accesso sostenibile ad acqua potabile sicura… Riusciamo ad immaginare un’intera Italia senza accesso ad acqua potabile sicura?

Ma qual’è l’idea di fondo di UN-HABITAT? Incredibilmente semplice: finirla di avere un approccio pessimista alla città, smettere di considerare la città come un problema e cominciare a vederla come luogo di possibilità, di crescita e opportunità. Il cambiamento dipende da noi, e con questo in mente UN-HABITAT ha promosso la nascita di un movimento globale che sostenga le iniziative, pubbliche aziendali ed anche individuali volte al miglioramento della città. Il movimento si chiama I’M A CITY CHANGER (sono un modificatore di città)… dal sito ecco 10 buoni motivi per voler cambiare le città:

1.le sfide del 21° secolo sono nella città

2.la popolazione mondiale è in crescita

3.per eliminare le baraccopoli

4.per fronteggiare il cambiamento climatico

5.per ridurre le emissioni

6.perchè le aree urbane sono un’opportunità economica

7.le città sono il futuro delle nuove generazioni

8.le città sono creative e produttive

9.perchè amiamo la città

10.è ora di cambiare

Anche da noi in Italia qualcuno ha già contribuito! Guarda chi e come qui

Con la plastica… una relazione complicata…

Scarica la scheda didattica.

La buona notizia è che il mondo non finirà sommerso dalla plastica… la cattiva notizia è che il mondo potrebbe venire sommerso da chi usa male la plastica.

La plastica è un materiale potenzialmente inquinante, derivato dal petrolio… anche le bioplastiche lo sono e quindi non risolvono del tutto il problema… tuttavia a difesa di questo sempre meno amato materiale va detto che presenta numerosi vantaggi.

La plastica è leggera, durevole (fin troppo!), facilmente lavorabile, economica, impermeabile e fino a qualche tempo fa si pensava anche inattaccabile da funghi e batteri… ora però forse si è scoperto un fungo che se la mangia… e che potrebbe risolverci qualche problema.

Attrezzature da giardino in plastica riciclata

Tutto ciò premesso pare evidente che la plastica, essendo inanimata, non è cattiva di per se’… anzi in certi casi risolve… piuttosto è cattivo l’uso e soprattutto l’abuso che spesso ne facciamo. Innanzitutto il fatto che la plastica sia economica non dovrebbe necessariamente renderla un materiale usa e getta… potremmo, ad esempio, prendere in considerazione l’idea di smettere di utilizzare bottiglie di plastica per le bevande… ci sono in giro delle bellissime borracce (anche in plastica riciclata) che durano anni e anni e servono perfettamente allo scopo di portarsi in giro l’acqua da bere…

Orecchini in plastica riciclata – Kumvana Gomani via inahabitat

Inutile illudersi di salvare il pianeta utilizzando una bottiglia in PET per realizzarci un paio di orecchini, per quanto carini. Facciamo un uso intelligente della plastica e usiamola, possibilmente riciclata, quando ci serve un oggetto  che abbia le caratteristiche migliori delle materie plastiche: leggerezza, durabilità, impermeabilità… lo scolapasta in plastica è un ottimo esempio… a patto che non lo si cambi ogni due mesi perchè ci siamo stufati del colore…

Questo per quanto riguarda gli acquisti… per quanto riguarda lo smaltimento, la plastica, anche se non tutta, è riciclabile e riutilizzabile e va dunque correttamente differenziata perchè solo in questo modo potrà rientrare nel ciclo produttivo e non creare danno all’ambiente.

La scheda didattica propone un utilizzo della plastica che ne valorizza le qualità: realizza anche tu il tuo impermeabile d’emergenza, lo potrai impacchettare e portare con te per le pioggie inattese, ti durerà molto tempo e non ti bagnerai, alla fine del suo ciclo ricorda però di gettarlo nell’apposito contenitore… il modello è personalizzabile, inviaci la foto della tua relizzazione, saremo lieti di pubblicarlo!

Per scaricare le nostre schede didattiche è sufficiente cliccare sul link (la parola scarica) sarai direttamente indirizzato alla visualizzazione della scheda, per salvarla, in formato pdf sul tuo pc è sufficiente cliccare su file in alto a sinistra e quindi su scarica, penultima voce del menu a tendina; l’operazione avverrà automaticamente. Ti comparirà una finestra attraverso la quale potrai confermare il salvataggio ed indicare una cartella di destinazione sul tuo pc. Le immagini della scheda appariranno solo a salvataggio avvenuto.

Il labirintico ananasso…

Cosa ha mai a che vedere l’ananas con i labirinti? Non lo sappiamo, ma quel che possiamo dirvi è che la Dole… sì quella del marchio del solicino sugli ananassi del supermarket… la Dole ha sede alle Hawaii e nella sua sede ha costruito il labirinto verde più vasto del mondo…

Dole Plantation Maze - Hawaii

Dole Plantation Maze – Hawaii

Il labirinto è un’attrazione turistica che la Dole affianca alla visita delle piantagioni… si estende su tre acri (12.150 mq.) e comprende quasi  un miglio e mezzo (2.5 km.) di percorsi delimitati da 14.000 colorate piante hawaiane.

Il percorso da seguire tocca otto stazioni segrete, da individuare perchè ciascuna porta più vicino al mistero che si trova nel cuore del labirinto verde permanente più grande al mondo.

I più veloci ad arrivare al traguardo vincono un premio ed entrano nella storia della Dole Plantation, infatti i loro vengono registrati sul cartello all’ingresso del labirinto.